Dolori ed emozioni: Il dolore da abbandono influisce sui cicli vitali e sul ciclo mestruale. Ecco come rimediare

Quando perdi qualcuno che ami e ti senti abbandonata è come se ti avessero strappato di mano il tuo meraviglioso fiore che avevi tanto curato, lo avessero fatto a pezzi e poi calpestato. Ti senti senza più nulla in mano, senza più nulla addosso, senza più visceri e senza più pelle. Ti senti come se tutte le tue barriere protettive fossero crollate. Ti senti come una barca alla deriva. Come uno straccio buttato sul pavimento. Ti senti devastata come se tu fossi in balia delle peggiori intemperie atmosferiche, tsunami, terremoti, tornadi, incendi. Ti senti mutilata, privata di una tua parte. Ma tutto questo non accade fuori, bensì sta accadendo dentro te e solo tu hai il potere e la forza per uscirne e trasformarti nuovamente nella donna di luce che sei e che meriti di far vivere appieno.

La ferita da abbandono è una delle più comuni in ogni essere umano. E’ davvero difficile che una persona ne sia stata esente, che essa sia donna o uomo. Infatti la primissima ferita da abbandono e distacco avviene proprio nel momento in cui un bambino dovrebbe essere più tutelato, alla sua nascita.

Parlando della società dell’emisfero occidentale, fino agli anni attorno al 1950, più o meno, le nascite avvenivano per la maggior parte in casa, con una levatrice e quindi i neonati rimanevano a lungo tra le braccia della madre, protetti dall’energia del nido familiare, sempre che vi fosse buona energia.

Dopo di che si è assistito all’ospedalizzazione delle nascite e in ospedale i bambini venivano separati dalla madre dopo pochi minuti dal parto, per subire tutte le pratiche mediche di rito per poi venire adagiati in asettiche culle tra altri piccoli neo-soldatini dell’umanità con cui condividere la sorte ospedaliera. Insomma una piccola “caserma” di bambini che tra urla, bisognini e dormite, si chiedevano quando sarebbe tornata la mamma e non vedeva l’ora di tornare tra le sue braccia.

Quasi tutti noi ci siamo passati e consciamente non ricordiamo quei momenti, ma dentro il nostro essere emotivo è rimasta l’impronta dell’abbandono, del chiederci “e adesso cosa ne sarà di me, se la persona che amo, non mi vorrà più?”. 

A livello inconscio la persona amata diventa la trasposizione della madre e del padre e infatti spesso sul compagno/compagna si riversano tutte le dinamiche irrisolte con i propri genitori. Questo continuerà ad avvenire in secula seculorum finché non si saranno comprese, elaborate e risolte tutte quelle meccaniche mentali e genetiche che ci trattengono dal vivere liberamente la nostra vita.

Un percorso di questo tipo consente di fare luce veramente su ciò che sono i nostri pensieri autosabotanti, le nostre azioni e reazioni autodistruttive innescati da un “attaccamento” all’esempio comportamentale assorbito dai genitori e anche più in senso lato dalla famiglia di origine.

Molte persone, oserei dire la maggior parte su questo Pianeta, non cambierà mai e vivrà una vita che è la copia di quella di uno o entrambe i genitori o di un familiare che magari non ha nemmeno conosciuto. Nel suo teatrino della vita cambieranno gli scenari esteriori, i luoghi, i tempi, i lavori e i personaggi, ma il succo della storia emozionale interiore sarà quasi sicuramente quello già vissuto dal genitore-parente da cui ha copiato di più.

E’ un discorso molto interessante che va sicuramente approfondito con un percorso di consapevolezza corporea, mentale e spirituale partendo dalle emozioni e dalle loro ripercussioni su chi siamo e cosa diventiamo.

Abbandono e ciclo mestruale

Fatta questa importante e doverosa premessa, per farti meglio comprendere cosa accade dentro di te come essere umano, oggi voglio concentrare l’attenzione sul nesso potente che c’è tra questo dolore che si crea quando ti senti abbandonata e le ripercussioni sui tuoi cicli vitali, in particolar modo sul tuo ciclo mestruale.

Conosco bene anch’io quella ferita da abbandono, l’ho provata molte volte in passato ed è stato un processo veramente duro e doloroso per me prenderne atto e fare concretamente qualcosa per poterla comprendere, gestire e poi risolverla.

In quel processo ho subito intuito il nesso che c’era tra abbandono e ciclo mestruale, infatti mi è capitato più di una volta di saltare le mestruazioni per qualche mese, dopo la rottura di una relazione o un lutto, in particolare modo quando morì il mio amatissimo anatroccolo domestico. 

Quell’evento mi causò un dolore lancinante sia a livello del cuore che del ventre. Ho sentito uno squarcio sia nelle mie viscere che a livello emotivo. Ho persino pensato di avere problemi cardiaci a causa di alcuni episodi di aritmia serale. Fortunatamente l’elettrocardiogramma diceva che era tutto a posto. E quindi cos’era? Erano le mie emozioni. Era il dolore. Era il sentirmi abbandonata e sola, senza più l’oggetto del mio amore infinto.

Amavo quell’animaletto come fosse mio figlio e ci misi ben tre anni a riprendermi da quella perdita. Le mestruazioni saltarono un paio di mesi e solo quando presi coscienza di cosa stava accadendo nel profondo dentro me, mi dedicai alla pratica della meditazione, della la presenza mentale, della DanzaMovimentoTerapia, dello Yoga, grazie alla Natura, alla camminata consapevole ed altre pratiche energetiche, come per “magia” le mestruazioni tornarono. Non ne ero nemmeno tanto stupita perché dentro me sentivo che stavo elaborando il lutto, lo stavo accettando e lo stavo trasformando. E così io mi ero trasformata. Avevo compreso che ero io quell’amore infinito che riversavo su Chupito (il nome dell’anatroccolo) e sugli altri.

 

Solo tu puoi decidere di guarire
ed essere libera e felice

Ti sarà capitato forse di vivere anche la fine di una relazione come un lutto. Questo accade quando si investono tantissime energie nei rapporti amorosi mettendoci troppe aspettative su come la relazione debba essere, su cosa si debba fare nel presente e nel futuro, su come ci si debba comportare e soprattutto sul fatto che si possegga l’altra persona.

L’emozione del possesso ed essere posseduta è una delle principali cause del senso d’abbandono. Ed è su questa emozione che devi lavorare se ti senti troppo male quando ti senti abbandonata. Sia chiaro, un po’ di sofferenza è umana, ma bisogna darle un limite se si vuole vivere libere e felici.

Decidere di stare bene e di essere libere e felici, nonostante la perdita di una persona amata, è un diritto sano e da preservare e non significa che non si amava abbastanza quella persona o essere vivente perduto.

Inoltre ti può aiutare comprendere che la perdita è solo fisica, è solo apparente, perché nell’Universo nulla nasce e nulla si distrugge, tutto si trasforma.

La parte spirituale ed energetica rimane sempre con noi e possiamo sentire la presenza benevola di chi amavamo anche in sua assenza fisica. E’ un discorso lungo e complesso che in un post non si può fare, ma sarò felice di poterne parlare con te qualora decidessi di intraprendere il Percorso di Coaching “Risplendi! Rinasci nel tuo Corpo Gioioso”.

 

Conseguenze del sentirsi abbandonate

Tornando alle ripercussioni fisiche, l’emozione di abbandono, oltre all’amenorrea e a disagi del ciclo mestruale può causare: inappetenza con dimagrimento eccessivo e carenza di nutrienti; smodato consumo di junk food e comfort food con ingrassamento, scombussolamento del metabolismo e carenza di nutrienti; perdita di capelli; invecchiamento precoce; paralisi; calo del desiderio sessuale.

A livello mentale l’abbandono può causare: difficoltà nel relazionarsi con gli altri, senso di rabbia, sfiducia, vulnerabilità, tristezza, apatia, commiserazione, auto-svalutamento, insicurezza; ansia; depressione; apatia.

 

Come porre rimedio alla ferita dell’abbandono

E’ una battaglia intima e personale che va affrontata con la dovuta delicatezza da parte di una persona esperta, coach o terepeuta, quando non si riesce ad uscirne da sole.

Ci sono dei passaggi fondamentali per risolvere questo dolore:

1 – Perdonare e a perdonarsi.
Questo ti libera dal peso del risentimento, della rabbia e dell’auto-sabotaggio, sentimenti che ti tengono prigioniera del passato. Ogni esperienza avviene per un motivo e per insegnarci qualcosa di noi. Certo, sarebbe bello imparare senza dover soffrire, ma la tua sofferenza può diventare la tua forza quando l’hai risolta. Liberati del peso del passato, goditi il presente e crea il tuo futuro.

2 – Rafforzare l’autostima.
Tu meriti sempre il meglio dalla vita e solo tu puoi creare il meglio per te. Non aspettarti più nulla dagli altri e fai ogni giorno ciò che è più utile alla tua crescita, con gioia e libertà.

3 – Impara a comunicare.

Quando sai come comunicare agli altri ciò che senti e ciò che desideri, diventi anche capace di creare relazioni autentiche, sane e serene. Questo ti permette anche di ascoltare gli altri, valutare se puoi esaudire le loro richieste e sentirti libera di accettare o meno le situazioni, senza più rimuginare mentalmente e covare risentimenti e paure.

4 – Prenderti cura di te stessa.

Qualsiasi cosa succeda, promettiti che ogni giorno ti prenderai cura di te mangiando in modo sano ed equilibrato (meglio se cibi vegetali, naturali, integrali), dedicandoti alla pulizia fisica-mentale-energetica, facendo attività fisica e qualcosa che ti piace e fa star bene.

 

Uscire dal senso di abbandono e dalla commiserazione che ne deriva è possibile! Ce la puoi fare e se ti serve aiuto, scrivi un commento o contattami in privato. Sarò felice di conoscere la tua storia e aiutarti con il mio Coaching.

Oppure compila il Form a questo link per chiedere una sessione conoscitiva online di 30’ per accedere al Percorso “Risplenti! Rinasci nel tuo Corpo Gioioso”.

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