L’altro lato della Povertà

Povertà. La paura ci dà coraggio per cambiare.

 

Povertà è una parola che spaventa tutti noi e forse spaventa molto di più chi è tanto tanto ricco. Perché Povertà racchiude in sé tutto ciò che nessuno vorrebbe, come la scarsità o nullità di beni primari e di cibo, senza i quali non possiamo garantirci la sopravvivenza, per come è impostato il sistema sociale oggi.

Chi è povero infatti viene emarginato, tenuto lontano il più possibile dagli occhi di chi sta bene, per non turbare i già poco stabili equilibri. Infatti, come ha detto Papa Francesco nella Giornata Mondiale della Povertà,  viviamo in una cultura dello scarto dove chi è di peso alla società viene generalmente lasciato indietro, se non ci fossero le Associazioni di volontariato o le persone singole che fanno propria una causa e si battono per portare un po’ di aiuto e di sollievo a delle vite frastagliate come quelle di chi non ha una casa e vive per strada.

Questa Coscienza Collettiva si sta risvegliando sempre più perché, con le crisi economiche e di valori che hanno colpito un po’ tutti i Paesi del Mondo, il ceto medio va sempre più in direzione della povertà ed è sempre più facile trovare persone che, non lo diresti mai, ma stentano ad arrivare economicamente a fine mese. Magari tu non ti accorgi, ma qualche tuo amico o vicino di casa sta passando delle difficoltà economiche e fatica a chiedere aiuto.

Dall’altro lato della povertà solitamente ci sono storie di vita di profondo disagio interiore sfociate in decisioni sbagliate e che hanno portato la persona a una mancanza di relazioni costruttive e di sostegno.

E’ paradossale, ma in questa Era Sociale in cui tutti sembrano in contatto con tutti e disposti ad aiutare tutti, non è purtroppo così. Per molte persone che dedicano parte del proprio tempo ad aiutare gli altri, ce ne sono tante che non hanno la minima consapevolezza di cosa accade intorno a loro e magari non si accorgono nemmeno che il vicino di casa ha dovuto vendere l’auto perché ha perso il lavoro e stenta a comprare da mangiare.

Sarà che sono cresciuta in una famiglia in cui, fin dai tempi dei miei nonni e bisnonni, se c’era qualcuno che aveva bisogno, un posto a tavola in più c’era sempre, ma a me risulta difficile accettare che su questo Pianeta qualcuno possiede un’enormità di cose e qualcuno non ha nemmeno una casa e un piatto di riso e verdure da mangiare. Non lo trovi assurdo anche tu?!

Questi “signori” che hanno il comando dei sistemi sociali han

no voluto far nascere la povertà per mettere in ginocchio la dignità dell’individuo, per togliergli tutte le relazioni e per farci vivere in uno stato costante di paura di diventare poveri e quindi di essere emarginati e soli perché scomodi.

Ma noi dobbiamo ringraziare quella paura perché è proprio la paura che ci fa trovare il coraggio di compiere azioni creative e ri-evoluzionarie e gesti di solidarietà e amore.

Le persone povere ci ricordano che a ciascuno di noi potrebbe capitare di perdere tutto e di aver bisogno di aiuto. Ci insegnano la nobile arte di servire senza aspettarci nulla in cambio.

Così agendo si va a contrastate la povertà più grande che non è quella economica bensì quella relazionale e culturale.

Dobbiamo ripartire dal diventare ricchi di buon cuore, di buone relazioni, di consapevolezza profonda per ciò che sono la Vita e la nostra Missione.

Ed io umilmente credo di aver compreso che siamo tutti su questo Pianeta Terra per aiutarci gli uni gli altri, ciascuno a suo modo.

Una delle esperienza più significative che ho fatto è stato servire i pasti vegani ai senzatetto nei centri di accoglienza dei City Angels a Milano. E quando per strada o in metropolitana sento qualcuno che dice che ha fame do qualcosa da mangiare che porto sempre con me, un frutto, una barretta energetica, dei crakers. Piccole cose, ma che contengono la cosa più preziosa per un Essere Vivente, l’Amore che non vuole nulla in cambio.

Chi è povero ed emarginato ha anzitutto fame di relazioni, perchè è solo grazie alla buona relazione con se stessi e con gli altri che si può veramente cambiare vita in meglio.

 

Come Esseri Umani abbiamo il compito di risvegliare la nostra Coscienza Collettiva e farla funzionare al servizio del Bene e dell’Abbondanza per ognuno di noi.

Tra poco sarà Natale e si sa che tutti sono più buoni, si fanno tante cene di beneficienza e così via…

Ma facciamo in modo che Natale sia ogni giorno per noi stessi e per chi incontriamo, anche se non lo conosciamo. Non serve andare lontano migliaia di chilometri per aiutare, perché anche a fianco a te vive una persona che ha bisogno. Alza gli occhi dallo Smartphone e accorgiti di chi c’è. Stai connesso con la Vita!

Risvegliamo la Bellezza che salverà chi la incontra e ci farà uscire dalla gabbia della povertà!

 

da “Appunti di Vita Terrestre” – Cosmic Energy Editions
di Melissa Mattiussi
Transformative Therapist: DanzaMovimentoTerapeuta – Educatrice Alimentare Veganic – Giornalista

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