Depressione. Se la conosci, ti ami.

 

Cause, segnali e soluzioni alternative alle medicine.

 

Dalla depressione si può guarire. La cosa importante è individuarne la cause reali ed agire prontamente.

Chi di noi non si è sentita un po’ “depressa” in una giornata di brutto tempo, per una cattiva notizia o uno stato di malessere più generale?! Ma la depressione patologica è un discorso più complesso ed ampio.

Chi di noi non si è sentita un po’ o molto giù alzi la mano!

Ehehe, missà che le mani sono tutte abbassate.

Ma non abbassiamo mai la testa, no! Teniamola ben dritta per allungarci verso la vita che è sempre disposta a sorprenderci. La svolta non è dietro all’angolo, è dentro te.

STORIA DELLE ORIGINI DELLA DEPRESSIONE

Mi sono interrogata sulle radici storiche della depressione. Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che essa nasce con la nascita dell’uomo perché tutte le culture antiche riportano cambiamenti dello stato d’animo e del comportamento che oggi vengono diagnosticati come “disturbo depressivo”. Autori illustri degli albori della nostra cultura ne fanno cenno, come Omero nell’Iliade quando descrive la malinconia di Bellerofonte e la profonda disperazione di Aiace Talamonio, culminata nel suicidio. Nell’Antico Testamento si narra di Saul che attraversò un lungo periodo di grave “demoralizzazione”, refrattaria ad ogni terapia, compresa la “stimolazione” da parte di una giovane e attraente donna. Da una concezione della depressione come punizione divina si passa al IV sec. a.C. quando Ippocrate inquadra e studia i “mali dell’Anima” come vera e propria malattia. Aristotele, nel III sec. a.C., evidenziò lo stretto rapporto tra malinconia e creatività, sottolineando come artisti, poeti, filosofi e leader politici soffrissero di questo male più frequentemente della gente comune. Areteo di Cappadocia (I secolo d.C.) segnalò la tendenza alle ricadute e ipotizzò l’esistenza di uno stretto legame tra depressione ed eccitamento euforico considerandole le due facce di una stessa condizione (individuando per primo quello che oggi chiamiamo disturbi bipolari. Nel Medioevo ci fu un’involuzione con Avicenna che attribuì nuovamente la depressione a cause magiche e religiose, come la possessione demoniaca o una colpevole pigrizia.

Solamente nel Risorgimento si definisce la depressione come una patologia causata da disfunzioni biologiche, classificando le diverse forme. E da lì ne derivano tutti gli studi e le scoperte che arrivano fino ad oggi.

A partire dagli anni ’80 del secolo scorso che si è verificato un capovolgimento di fronte, grazie anche al riavvicinamento della psichiatria alla medicina empirica, cioè basata su riscontri oggettivi e non su semplici interpretazioni. Abbiamo così imparato a conoscere meglio come funziona il cervello, quale è il ruolo svolto dai neurotrasmettitori (cioè quelle sostanze chimiche che permettono la comunicazione tra un neurone e l’altro) e dai neuro-ormoni e persino, grazie alla risonanza magnetica funzionale che permette di registrare in diretta l’attività del cervello, quali sono le aree che si attivano quando una persona vive una certa emozione. Queste conoscenze ci stanno aiutando a identificare piano piano i correlati neurobiologici e neurofisiologici di diversi disturbi psichiatrici, compresa la depressione. Alla base dei disturbi dell’umore, cioè depressione e disturbi bipolari, ci sarebbe una comune predisposizione genetica che può dare luogo a tante diverse forme, alcune molto leggere altre molto gravi, che sono in continuità l’una con l’altra, quello che tecnicamente si definisce “spettro dei disturbi dell’umore”.[1]

CAUSE  DELLA DEPRESSIONE

Di solito la radice della depressione è una specie di offuscamento emotivo che porta la persona a non avere più voglia di ridere e gioire poiché queste emozioni positive sono state bloccate da ricordi infelici.

Nella maggior parte dei casi le persone depresse vengono trattate con farmaci che però non curano i traumi, la tristezza, il torpore emotivo e non vanno a cercare e risolvere le vere cause del problema. E così, quando si sospende la medicina, la depressione ritorna. Le “terapie” alternative invece si occupano dell’individuo a tutto tondo, dandogli come primo compito quello di riprendersi un ruolo di attore principale della propria vita. In tal modo la persona si assume le proprie responsabilità sulla direzione in cui vuole dirigere la sua vita, smettendo di dare la colpa ad altri per il proprio stato depressivo e prendendo su di sé la responsabilità e il coraggio di tornare ad essere sana e felice.

Ho riassunto per te le cause principali della depressione, che portano in sé già possibili soluzioni:

CAUSE SOCIO-EMOZIONALI:

  1. Senso di inutilità
    Si può risolvere trovando un nuovo lavoro, delle attività socialmente utili, dei nuovi hobby e più in generale nuovi stimoli creativi.
  2. Senso di emarginazione
    Come per il senso di inutilità ci si può spronare a trovare nuovi amici o a rivedere e rinnovare i rapporti che si hanno.
  3. Convinzione di non essere amati
    Basterebbe parlare con le persone che ci stanno attorno per capire che non è vero e che ci vogliono bene. Condividere le proprie emozioni apertamente e sinceramente con gli altri porta sempre a progredire.
  4. Sensazione di essere di peso alla famiglia o alla società
    Se si dipende da qualcuno per via dell’età o di difficoltà è bene pensare che anche noi, a nostra volta, abbiamo fatto tanto per loro o per altre persone. La vita è un percorso fatto di scambi di “favori”. E’ naturale aiutare e lasciarsi aiutare.

CAUSE PSICO-FISICHE:

  1. Predisposizione genetica
    Se si è a conoscenza di casi di depressione nella propria famiglia, bisognerebbe come prima cosa andare ad indagare nelle radici della depressione del familiare in questione, lavorando sulle meccaniche mentali e sulle memorie genetiche. E quindi bisogna attivarsi fin da giovani per mantenere uno stile vita il più possibile sano, naturale, attivo e positivo.
  2. Affaticamento fisico e psichico dovuto a forti periodi di stress
    per problematiche varie come problemi sul lavoro, nello studio, lutti, separazioni.
  3. Carenza di vitamine, sali minerali e nutrienti
    fondamentali per il buon funzionamento del sistema nervoso: per esempio Vitamine del gruppo B (in particolar modo B12, B1, B6) e Magnesio. Informati subito su come adottare un’alimentazione sana e vitale con tanti cibi vegetali! E se serve il tuo medico o nutrizionista ti consiglierà dei buoni integratori, che però non devono sostituire il cibo.
  4. Stile di vita malsano
    Alimentazione scorretta, fumo, alcool e sostanze eccitanti, come caffè e cioccolato, che, oltre che creare dipendenza, danno la sensazione di aumentare l’energia, ma è un effetto solo temporaneo e che poi origina un crollo.
  5. Disidratazione
    A volte la causa è più banale di quanto si pensi come nel caso della scarsa assunzione di acqua, che solitamente si verifica nella terza età, ma non esclude che possa valere anche in età più giovane. Ancor prima che il soggetto se ne renda conto, la disidratazione altera la capacità di giudizio non facendo riconoscere il proprio stato di bisogno.


Meritano un approfondimento a parte, che condividerò prossimamente, la depressione post-partum e il disturbo disforico premestruale che rappresenta una forma di disturbo depressiva specifica che comincia talvolta dopo l’ovulazione e si risolve entro pochi giorni dal ciclo mestruale e ha un marcato impatto sul funzionamento.

 

SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

A tutti può capitare di passare un giorno o un periodo in cui l’umore è un po’ basso e questo non significa che si tratti di vera e propria depressione, ma se il periodo diventa lungo allora è bene non aspettare a parlarne e chiedere aiuto.

Silenzio, chiusura, apatia, ansietà e disperazione infantile sono segni comuni di questa patologia. La fatica cronica ne è spesso un’espressione fisica, tanto che la sua presenza è riscontrata in un buon 50% dei casi e certe gravi depressioni, dette depressioni involutive, si manifestano soprattutto in tarda età. Inoltre molti casi di depressione possono essere collegati direttamente a problemi sociali o personali. Infatti quando una persona si sente inutile, emarginata, non amata o di peso alla famiglia, riesce difficilmente a mantenere uno stato di positività. E’ in questi casi che la soluzione non può essere data dalle medicine, ma dal cambiamento personale.[2]

Di seguito un elenco dei sintomi più comuni, che sono sempre soggettivi e di cui è meglio sempre parlare con uno o più terapeuti e medici.

Sintomi somatici più comuni sono:

  • Poca o nulla energia
  • Fatica persistente
  • Disturbi della concentrazione e della memoria
  • Agitazione motoria e nervosismo
  • Perdita o aumento di peso
  • Disturbi del sonno
  • Mancanza di desiderio sessuale,
  • Dolori fisici ingiustificati
  • Senso di nausea

I sintomi emotivi tipici sono:

  • Tristezza
  • Angoscia
  • Disperazione
  • Senso di colpa ingiustificato
  • Vuoto
  • Mancanza di speranze e prospettive nel futuro
  • Perdita di interesse per qualsiasi attività
  • Irritabilità e ansia

Sintomi comportamentali

  • Riduzione delle attività quotidiane
  • Evitamento delle persone e isolamento sociale
  • Passività
  • Riduzione dell’attività sessuale
  • Tentativi di suicidio

Sintomi cognitivi:

  • Rallentamento ideativo
  • Incapacità decisionale
  • Disturbi della concentrazione e della memoria
  • Ruminazione depressiva
  • Pensieri negativi su di sé, sul mondo e sul futuro
  • Idee di colpa, indegnità, rovina
  • Autosvalutazione
  • Autocommiserazione
  • Percezione del tempo rallentato
  • Percezione dell’attuale stato mentale come di una condizione senza fine.[3]

 

TERAPIE OLISTICHE PER LA DEPRESSIONE

Una volta che si sono individuati i sintomi e si conoscono le cause, sarà molto più semplice trovare la via risolutiva che più si confà alla persona depressa, che andrebbe valutata dal paziente insieme ad un Team di terapeuti specializzati, tra cui il medico di base, lo psicoterapeuta (o psichiatra, se necessario), il terapeuta olistico.

La cosa più importante, come per tutto, è sempre lo STILE DI VITA che deve prevedere:

 

  1. Alimentazione sana, naturale, integrale, consapevole
    Siamo il cibo che mangiamo, ormai lo sappiamo tutti e non ci sono più scuse! Quindi basta cibi spazzatura pieni di sale e zucchero, basta cibi raffinati. Basta cibi animali, ottenuti con la sofferenza di altri Esseri Viventi, che sono patogeni e cancerogeni e innalzano i livelli di stress del nostro organismo. Infatti proprio prima di morire, l’animale lo capisce e rilascia forti dosi di adrenalina che, una volta morto l’animale, restano nella carne che poi arriverà negli stomaci di chi la mangia e di conseguenza aumenterà ansia, paure, stress e depressione.
  2. Attività fisica regolare
    E per regolare si intende OGNI GIORNO, ALMENO 2 ORE AL GIORNO. Scegli tu cosa fare… Puoi camminare a passo veloce, correre, fare sport, danzare, praticare Yoga. Anche se non hai possibilità economiche ci sono tante cose che puoi fare semplicemente decidendo di farlo. Non dire che non hai tempo, perché se non hai tempo per curarti di te, allora per cosa dovresti averlo?! Volere è potere! Ci potranno essere periodi in cui è meno facile trovare il tempo e magari non farai due ore di attività fisica ma ne farai meno. Ma fai anche quel poco che puoi! Poco è sempre meglio che niente! Hai una Ferrari con il tuo organismo… Usala bene!
  3. Riposo – Relax – Rigenerazione
    Ho individuato le 3 R del Benessere. Soprattutto quando non si è in piena forma, quindi anche nel caso della depressione, è essenziale dormire bene, per le giuste ore che il nostro organismo necessita e che variano in base alla tua età, al tuo ciclo vitale mensile, alla stagione, al tempo. Di base si dice che bisognerebbe dormire almeno 8 ore per notte, ma l’importante è che, se anche dormi meno, tu ti senta riposato. Trova il tempo e lo spazio di concederti delle pause rilassanti e rigeneranti durante il giorno, ovunque sei. Esci all’aperto, alla luce del Sole, sdraiati per terra o sul letto, chiudi gli occhi qualche minuto, fai un bel reset e poi risvegliati con più positività!
  4. Sorridere
    Sorridere e ridere hanno un enorme potere terapeutico e trasformante. Ridendo si attivano le endorfine, dette anche ormoni del benessere. Sono polipeptidi prodotti dal cervello e con una potente attività analgesica ed eccitante. Inoltre sorridere a se stessi e alla vita crea un senso di apertura verso gli altri e vedrai come anche gli altri inizieranno a sorriderti e ad aprirsi a te. Tempo fa ho creato il motto: Ridi e lascia ridere!
    Ossia sia felice e lascia gli altri essere felici.

 

Tra le “cure” alternative le più riconosciute sono queste:

  1. DanzaMovimentoTerapia (DMT)
    La pratica della DMT in Italia non è ancora molto conosciuta e diffusa, ma all’estero vi sono veri e propri centri, riconosciuti a livello statale, che la utilizzano per innescare il processo di autoguarigione e coadiuvare le altre terapie. Grazie alla DMT la persona ha la possibilità di venire in contatto con il proprio mondo interiore ed esplorarlo, scendendo in profondità quanto se la sente nel Qui ed Ora, per rielaborarlo creativamente tramite il gesto, il movimento, la produzione artistica e, quando è il caso, anche la verbalizzazione. Il percorso di DMT si svolge con l’attenta guida del/della DanzaMovimentoTerapeuta che accoglie la persona in un luogo protetto, senza giudizio, di fiducia e sostegno, dove essa si possa sentire completamente a proprio agio e quindi libera di esprimersi. La DMT non solo è una validissima modalità di cura, ma lo anche per la prevenzione dell’insorgere della depressione. Insomma… Danza che ti passa! Ma attenzione, non basta solo “ballare” per risolvere i problemi. Muoversi divertendosi nella musica, o anche senza, fa sicuramente bene al Corpo, alla Mente e allo Spirito, ma per una completa risoluzione delle problematiche l’ingrediente fondamentale è la Consapevolezza. Per questo è necessario affidarsi a una brava DanzaMovimentoTerapeuta, capace di fornire gli stimoli ad hoc per gli obiettivi e i bisogni specifici della persona.
    Strettamente collegata alla DanzaMovimentoTerapia è la MusicoTerapia. Infatti la DMT utilizza un’enorme varietà di musiche funzionali a stimolare il movimento autentico e all’espressione delle proprie emozioni. In alcuni momenti può capitare di piangere, ma poi si torna sempre a sorridere e a sentirsi più leggere e libere.
  2. Naturopatia
    La Naturopatia comprende tutte quelle terapie che attingono dagli insegnamenti antichi e naturali, quali per esempio la Fitoterapia (cura con le erbe) e i Fiori di Bach.
  3. Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
    In medicina cinese la depressione viene chiamata yin yuche significa “paura”, oppure yu zheng che significa “sindrome depressiva”. Yu possiede il duplice significato di “depressione” e di “stasi”, che implica, in conformità alla teoria medica cinese, il concetto che la depressione è sempre causata da una stasi. Sappiamo che in medicina cinese il Cuore ha un ruolo fondamentale nel regolare gli aspetti psichici ed emozionali. Quando parliamo di depressione, però, il punto chiave è nella stasi del Qi epatico.[4]

 

5 COSE CHE PUOI FARE FIN DA SUBITO

Se ti senti un po’ giù di corda o stai attraversando una depressione puoi fare pure tu. Anzi sei tu che fai la maggior parte del “lavoro”. I Terapeuti ti fanno da guida e facilitatori, le persone care e amiche ti fanno da sostegno, ma sei tu che devi compiere i tuoi passi verso la ritrovata voglia di vivere con gioia.

Ecco 4 cose che puoi fare come “pronto soccorso” emotivo per riportare su il morale. Te le consiglio perché le utilizzo anche io nei momenti un po’ malinconici che capitano anche a me J

  1. Metti della musica allegra e molto ritmata e balla come se non ci fosse un domani
  2. Esci e cammina di buona lena, sorridendo a chi incontri
  3. Vai in libreria e scegli un libro divertente oppure che pensi ti possa aiutare con qualche bel messaggio
  4. Coccolati cucinando i tuoi piatti preferiti con sottofondo musicale
  5. Evita di vestirti di nero! Scegli i colori e mischiali anche in modo un po’ pazzo!

 

Infine, ma non per importanza, sottolineo quanto sia fondamentale il ruolo della famiglia, degli amici, dei colleghi e delle persone con cui si relazione il mondo della persona depressa.

Avere delle difficoltà, di qualsiasi tipo esse siano, fa parte della vita e del cammino di crescita.

Siamo tutti qui e ora su questo Pianeta per fare esperienze da cui imparare delle cose e quindi aiutarci gli uni gli altri.

Se ti trovi in un momento delicato, come prima cosa raddrizza bene le antenne e dirigi la tua attenzione e la tua energia verso quelle pratiche, quelle situazioni, quelle persone che ti possono aiutare ad uscire dal disagio e a trasformati.

Meritiamo tutti di vivere sani, liberi e felici!

da “Appunti di Vita Terrestre” – Cosmic Energy Editions
di Melissa Mattiussi
Transformative Therapist: DanzaMovimentoTerapeuta – Educatrice Alimentare Veganic – Giornalista

All rights reserved®

 

 

[1] Da https://www.istitutodipsicopatologia.it/storia-della-depressione/

[2] Deepak Chopra, “Corpo senza età, Mente senza tempo”, Sperling Paperback, 1998.

[3] Da https://www.istitutobeck.com/depressione

[4] Da http://www.medicinacinesenews.it/2018/05/09/cause-della-depressione-secondo-la-medicina-cinese/

 

 

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