GIPSY NEWS

PALESTINA VIVA
Quando la Poesia rende visibile l'immaginario...


Immaginare l'impossibile e renderlo possibile. Questa è una delle "missioni" di Art Kitchen e dell'artista Poeta di Strada IVAN TRESOLDI che ha realizzato lo spettacolo teatrale "Palestina Viva".

Nel maggio 2009 Ivan è sceso in campo in prima persona in Palestina, in occasione dell'avvio del progetto "Emergenza Jahalin - La scuola di gomme", per contribuire operativamente alla costruzione dell'edificio, progettato dal giovane e ingegnoso architetto milanese Valerio Marazzi, e raccogliere idee e sensazioni per "Palestina Viva".

Al Teatro Verdi il 23 Marzo vanno in scena le emozioni e le suggestioni che hanno permesso di creare dal nulla qualcosa che può essere il primo passo per poter intravedere una prospettiva in un territorio, quello del muro che divide la Palestina da Israele, in cui il futuro assomiglia ancora troppo ad un miraggio.

Palestina Viva è uno spettacolo teatrale che, attraverso le poesia del Poeta di Strada Ivan e le suggestioni visive del regista Simone Varano, ripercorre le emozioni di un'esperienza unica a sostegno della ong Vento di Terra in un progetto che si prefigge di portare l'istruzione, dove questa ancora non c'è.

La comunità Beduina Jahalin accetta questo progetto apparentemente visionario e in tre anni gli architetti di Arcò riescono, attraverso i finanziamenti e la diplomazia sul territorio di Vento di Terra, a costruire con pneumatici usati (quindi senza fondamenta) cinque aule per i cento bambini della comunità, una cucina e una serie di pannelli solari necessari a fornire l'acqua calda.

Lavorare in territori di competenza militare israeliana, se pur problematico, non ha fermato il progetto che resiste ai tentativi di "sgombero" e anzi avanza...


"[...] La scuola cresce il lato del campo
s'alza di gomme e fango quintali
sale al ritmo del batter le mani
al lato del tempo
del sogno disperso
un passo il sole
uno il deserto[...]"
- ivan -

INFO
Palestina Viva
23 Marzo 2011 - Ore 21
Teatro Verdi - Via Pastrengo, 16 - Milano
Tel. 02 6880038
Offerta libera a partire da 10 Euro
Il ricavato va a favore del progetto di Vento di Terra

www.artkitchen.it
www.ventoditerra.org



FILM MIDDLE EAST NOW, il Medio Oriente sul grande schermo
Skateboard e Luna Park per combattere la violenza con la gioia di poter vivere più leggeri

Dal 18 al 22 marzo a Firenze, la seconda edizione della kermesse internazionale, focus su Israele/Palestina, Iraq, Iran, Afghanistan, Libano


Una ragazzina che va in sakteboard anche in Afghanistan è un passo in avanti verso una società più libera e rispettosa anche per la donna e un Luna Park può sorgere anche nei luoghi più difficili del mondo, a significare che il diritto a volere una vita migliore e più leggera è insopprimibile.

Questi due dei temi di Film Middle East Now, festival che Firenze dedica al Medio Oriente e che vuole riflettere sul contrasto tra la realtà, che in questi paesi è spesso difficile e violenta, e la ricerca della realizzazione personale, di momenti di "felicità" in cui si raggiunge l'equilibrio, si annullano le differenze, gli scontri politici e religiosi. Un viaggio per tappe che tocca i Paesi più "caldi" dell'area Mediorientale, e ne approfondisce le storie, i personaggi e i temi forti dell'attualità.

La seconda edizione di Film Middle East Now va in scena dal 18 al 22 marzo tra cinema Odeon e cinema Stensen di Firenze, proponendo un ricco programma di 30 tra film e documentari – molti in anteprima italiana ed europea - offrendo un distillato della migliore produzione contemporanea di quest'area del mondo. L'obiettivo è quello di far conoscere la cultura e la società di questi paesi, oltre i pregiudizi e i luoghi comuni. Arriveranno a Firenze 15 registi, attori, artisti e ospiti internazionali, per presentare le loro pellicole e i loro lavori. Focus e approfondimenti sono dedicati a Israele e Palestina, Afghanistan, Iraq e Libano.

L'anteprima italiana del bellissimo "Skateistan: Four Wheels and a Board in Kabul" del regista Kai Sehr, il lungometraggio che ha vinto il premio "Cinema For Peace 2011" all'ultimo festival di Berlino, e che racconta l'incredibile storia della Ong che a Kabul insegna ai bambini e alle bambine afgane ad andare in skateboard. Le repressioni durante le elezioni in Iran nell’anteprima italiana del documentario "Green Wave" di Ali Samadi Ahadi. Un omaggio a Jafar Panahi - il regista iraniano agli arresti domiciliari a Tehran – con la proiezione del cortometraggio inedito in Italia "Gerehghosha - Sciogli nodo" del 2007. E poi "Arab Labor", la sit-com che spopola in questo momento sulla tv israeliana e nei territori palestinesi, su una coppia di giovani arabi che cerca disperatamente di integrarsi nella società borghese di Gerusalemme. La prima performance italiana di Raam, giovane contante indie-rock iraniano che a Firenze presenta in anteprima il suo nuovo progetto solista.

In programma anche incontri tematici e una mostra fotografica, DREAM CITY (alla Tethys Gallery di FIrenze, inaugurazione sabato 19 marzo), il progetto di reportage fotografico della giovane fotografa olandese Anoek Steketee e della giornalista Eefje Blankevoort, incentrato sui parchi di divertimento in paesi difficili, in luoghi colpiti o sfiorati dalla guerra, al limite della democrazia, visti come luoghi di osservazione speciale, dove si crea una sospensione della realtà. Un giro del mondo in 13 amusement park e 10 paesi, tra i quali il Medio Oriente occupa un posto di prim'ordine - con Iraq, Kurdistan, Libano, Israele e Palestina. Durante la rassegna anche dibattiti, eventi sulla tradizione gastronomica Medio Orientale, talk show con protagonisti del mondo della cultura, giornalisti, scrittori e professori universitari, per approfondire il Medio Oriente e il suo ruolo sulla scena internazionale.

La rassegna è organizzata dall’associazione culturale Map of Creation, con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, in stretta collaborazione con la Fondazione Stensen e con il supporto del Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura, della Mediateca Regionale Toscana Film Commission, e con il contributo del gruppo Why the Best? Hotels Firenze, dell’Ambasciata dei Paesi Bassi  e della Tethys Gallery.


Tra gli altri eventi in programma…

LA TAVOLA ROTONDA "TALKING 'BOUT A REVOLUTION"
Sabato 19 marzo alle ore 11 (Bistrot del Cinema Odeon) il festival propone al pubblico la tavola rotonda dal titolo “Talking ‘bout a Revolution”, in cui giornalisti, registi e professori universitari, attraverso la propria esperienza sul campo, discuteranno delle ondate rivoluzionarie che stanno attraversando i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, e che stanno portando alla destituzione di diversi regimi. Ne parleranno Hady Zaccack (regista, Libano), Raam (artista e musicista indie-rock, Iran), Ahmad Rafat (giornalista e scrittore, Iran), Ghassan Salhab (regista, Libano), Izzedin Elzir (Imam di Firenze, presidente Comunita' Islamiche d'Italia), e Salah Methnani (inviato RaiNews 24). Modera Vittorio Iervese (Università di Modena). Incontro in collaborazione con OXFAM Italia

LA "SFIDA" CULINARIA BEIRUT VS TEHRAN
E tra gli eventi culinari e le degustazioni di cucina mediorientale, l’aperitivo-cena di lunedì 21 marzo (all’Auditorium Stensen, a partire dalle 19.30) in cui andrà in scena l’ironica sfida “Beirut VS Tehran”, con presentazione e degustazione di specialità libanesi e iraniane, a cura di Ristorante Libanese Valle dei Cedri e di Sireh - The Red Immersion. Perché il cibo da sempre è uno degli strumenti più potenti di integrazione culturale.

INFO
www.middleastnow.it

Melissa Mattiussi



INTO THE VAST - Ritmi e Danze dalla Persia
Zarbang Ensemble & Banafsheh Sayyad


Dopo il successo del  2010, con lo spettacolo per il "Millennio dello Shahnameh", Il Libro dei Re, capolavoro del grande poeta persiano Ferdousi, ritorna la danzatrice-coreografa Banafsheh Sayyad accompagnata dallo Zarbang Ensemble con i percussionisti iraniani Behnam Samani al Daf, Tombak, Dayereh e Reza Samani al Daf e Tombak, il percussionista afghano Hakim Ludin con i suoi Water Drum, Cajon, Kanjira, Pendariq e il musicista greco Matthaios Tsahourides alla Lyra Pontica.

Domenica 20 Febbraio 2011
Ore 18.30
Teatro San Fedele
Via Hoepli 3/b, Milano (Zona Duomo)

Ingresso:
Platea I Settore numerato                               25  Euro
Platea II Settore numerato e balconata          20  Euro
Ridotti per chi mi scrive                                    15 Euro
prenotandosi tramite il form del mio sito

Lunedì 21 febbraio 2011

Stage di Danze mistiche persiane
con Banafsheh Sayyad
presso la Scuola di Danza di Marina Nour, Via Marazzani 7, Milano, dalle 19.30 alle 22.30.

Chi fosse interessato mi contatti per prenotarsi.

DANCE OF ONENESS
La musica e la danza persiana, le cui radici affondano in una comune tradizione, si fondono, in modo meditativo, con il flamenco e il rituale Sufi.


DOSTA!
E' ora di dire BASTA! a odio e discriminazioni. L'Arte come mezzo per conoscersi e creare insieme la Pace

La campagna "DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) promossa dalla Comunità europea è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) in collaborazione con il Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e sinte per promuovere in Italia una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi che hanno sempre accompagnato questo popolo.

Piacere di conoscervi!

Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari" o "nomadi".

Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni, ma ancora in pochi ci conoscono veramente. Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri, accattoni, ma non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno commesso degli sbagli. Però non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di mira da discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.

In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871, ma alcuni di noi vengono dalla ex Yugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.

Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri genitori sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a studiare per questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un container o in una roulotte, di essere allontanati se entrate in un bar, di essere oggetto di battute e scherno. Che vita sarebbe? La vita di molti di noi al momento.

Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo i colori di una civiltà millenaria che non ha mai preso parte ad una guerra. Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".

La campagna DOSTA può rappresentare la possibilità di superare quel muro del pregiudizio che circonda la nostra gente. Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura, vi sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre danze e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia, accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video, momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi.

Il programma di Milano è stato realizzato dalla "Federazione Rom&Sinti insieme" e dall'Associazione UPRE ROMA con il patrocinio e il contributo di Fondazione Culturale San Fedele, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Fabrizio De André, onlus Casa della Cultura.
Hanno aderito: ARCI Milano, Associazione Aven Amentza, Associazione Romano Drom, Lavoro, Gruppo Abele di Milano, Opera Nomadi di Milano.

PROGRAMMA:

29 ottobre - ore 11.30 – sala Marra di palazzo Marino
Conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!

8 novembre - ore 21 - Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Saluti: Giacomo Costa (fondazione culturale San Fedele
Presentazione), Fabrizio Casavola (UNAR), Upre Roma
"Le danze di Billy e Dijana" di Daniele Lamuraglia, con Dijana Pavlovic e Diego Conti.

12 novembre - ore 18-20.30 - Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, via Romagnosi 3
"Rom: a Milano si può? Politiche abitative (e altro): soluzioni possibili"
Saluti: Carlo Feltrinelli presidente della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
Introduzione: un esponente dell'UNAR; Alfredo Alietti, Upre Roma, docente di sociologia università degli studi di Ferrara.
Testimonianze: don Massimo Mapelli, Casa della Carità; abitanti dei campi;
Interventi: Laura Balbo, docente di sociologia università degli studi di Padova; Antonio Tosi, docente di sociologia urbana al Politecnico di Milano; Tommaso Vitale, Scientific Director of the Master "Governing the Large Metropolis" CEE, Sciences Po Paris.
E' stata invitata Mariolina Moioli, assessore alle politiche sociali Comune di Milano.

18 novembre – ore 20.30-23 - Casa della Cultura, via Borgogna 3
"La rappresentazione mediatica dei rom e dei sinti: tra dovere di informare e violazione dei diritti."
Presenzia: Ferruccio Capelli, presidente della Casa della Cultura
Introduzione: un esponente dell'UNAR; Paolo Cagna Ninchi, presidente Upre Roma.

Interventi: Michael Guet, Capo della Divisione dei Rom e dei viaggianti del Consiglio d'Europa; Eva Rizzin e Angelica Bertellini, Articolo 3 - Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova; Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera; Roberto Escobar, docente di filosofia della politica alla Statale di Milano; David Parenzo, conduttore e autore televisivo.
E' prevista la presenza del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna

1 dicembre – ore 21 – Casa della Cultura, via Borgogna 3
"Sebben che siamo donne... Rom - La via dei campi e la via dell'arte"
Presenzia: Ferruccio Capelli, presidente Casa della Cultura
Introduce: un esponente dell'UNAR.
Rebecca Covaciu, Rom rumena, premio UNICEF per i disegni;
Laura Halilovic, Rom bosniaca, autrice di "Io, la mia famiglia rom e Woody Allen";
Dijana Pavlovic, Rom serba, attrice.
Nel corso dell'incontro saranno proiettati frammenti delle realizzazioni artistiche

9 dicembre - ore 21 - Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Concerto conclusivo con artisti rom e italiani organizzato con la Fondazione De André. Tra gli ospiti Melissa alle danze insieme a I Muzikanti di Balval.

Il concerto si aprirà con un omaggio a Django Reinhardt, in occasione del centenario della sua nascita. Il grande musicista manouche che influenzò la musica jazz con le sue composizioni e il suo grande virtuosismo verrà celebrato dalla Delirium Jazz Band.

A seguire artisti rom incroceranno le loro voci e i loro strumenti con artisti gadje, creando originali ed insolite band promiscue:
Tonino Carotone e la Banda del villaggio solidale.
I Perturbazione e il maestro George Moldoveanu e il suo violino magico.
La Banda Osiris e i Muzikantidi Balval, con il maestro Jovica Jovic alla fisarmonica e Melissa Mattiussi alla danza.

Nel corso del concerto si alterneranno immagini e testi con Dijana Pavlovic, Alessio Lega e ospiti a sorpresa.
La serata sarà condotto da Davide Facchini di Radio Popolare.




BRAT (FRATELLO)
Cantieri per un'opera rom


"Non si può togliere l'acqua ai pesci e poi stupirsi se i pesci non riescono più ad essere agili ed autosufficienti, gentili ed autosufficienti come una volta”
Alex Langer

Quello di Brat è un percorso iniziato tre anni fa, a Smederevo, 70 chilometri da Belgrado, tra una dozzina di giovani Rom, altrettanti attori loro coetanei di quella città, e il gruppo teatrale Koreja di Lecce, da sempre interessato a misurarsi con il fascino e i nodi irrisolti, l’ignoto e le diversità dell'Est Europa.

Non concede illusioni o facili scorciatoie di "redenzione" lo spettacolo elaborato da Salvatore Tramacere con Fabrizio Saccomanno: una parabola zingara contro i "nuovi olocausti".

Nasce così lo spettacolo di Cantieri Teatrali Koreja, accolto trionfalmente dal pubblico nelle rapide incursioni al NapoliTeatroFestival e al Festival Castel dei Mondi di Andria fino all'approdo nel capoluogo salentino. Come nell'originale di Gay c'è una malavita organizzata, una polizia corrotta, un affarismo senza scrupoli, un bordello di ragazze scatenate.
Interpreti scatenati, pronti a cambiare di ruolo e di genere, mentre la musica balcanica di Admir Shkurtaj, eseguita dal vivo, li incalza e li dirige verso un apparente happy end.

Si lavora di sera, dopo faticose giornate di lavoro quotidiano, specie per i giovani Rom, a raccogliere frutta, vetro e carta. Non si vuole creare una nuova compagnia professionale né si cerca alcuna catarsi sociale. Che fare? Si parte da un testo, l'Opera del mendicante di John Gay.

Persone e attori in grado di dare senso e verità alle parole molto graffianti dell'Opera. Al tempo del reality quando sempre più sottile si fa il confine tra verità e finzione.
Ladri, ricettatori, donne di malaffare, capi di polizia in combutta per spillare quattrini dove si può: questi sono i nuovi eroi di un mondo alla rovescia.

Una storia rappresentata tante volte in diverse epoche e luoghi. Undici non attori Rom e otto giovani attori serbi, assumono ruoli da commedia dell'arte, facendosi testimoni di una cultura, la propria. Una cultura che, come i piccoli ladruncoli che loro mettono in scena, è destinata a scomparire. Ne è scaturita una "presentazione" che, giocando con gli stereotipi di una cultura periferica, mette proprio in discussione il labile confine tra finzione e realtà.

Dal 30 novembre al 5 dicembre
Tieffe Teatro, Via Ciro Menotti 11 - Milano

Produzione Cantieri Teatrali Koreja e Centar Za Kulturu di Smederevo (Serbia) con il sostegno di Teatro Pubblico Pugliese
Regia e adattamento di Salvatore Tramacere
Con Lazic Vukosava, Miladinovic Marija, Mladenovic Marija, Pasti Ana, Petrovic Darko, Petrovic Igor, Maria Rosaria Ponzetta, Ramadani Ferdi, Redzepi Ajnur, Sabani Emran, Sulejmani Senad, Stojanovic Marko, Todorovic Danijel, Vulic AndjelkaGuberinic Miljan, Ibraimi Ajnur, Kriziv Damir,
Kurtisi Sead
Collaborazione alla regia: Fabrizio Saccomanno
Collaborazione all'allestimento: Mariarosaria Ponzetta
Cura del movimento: Silvia Traversi
Musiche di: Admir Shkurtaj
Eseguite dal vivo da: Giorgio Distante, Redi Hasa, Admir Shkurtaj
Luci e suoni: Mario Daniele, Angelo Piccinni
Organizzazione: Marija Anicic, Alessandra Bisconti, Dragoljub Martic, Laura Scorrano
Cura del progetto: Franco Ungaro


FASCINO E FORZA DELL'UNIVERSO FEMMINILE
Serata di arte, danza e musiche tzigane

         
                                    

Sabato 30 Ottobre 2010
Sala da Ballo di Villa Reale
Via Palestro, 16 – Milano
Ingresso gratuito

Ore 20 – 21: Visita guidata alla mostra di Angiola Tremonti
Ore 21: Concerto di Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò con danze di Melissa Mattiussi

La donna diventa terra da abitare e non da usurare, luogo di significati autentici del vivere e del morire, che l'uomo deve custodire e preservare in tutta la sua sacralità. Essenze soavemente amorfe che incarnano il principio vitale che si infrange come un’onda e ritorna attraverso le cose e i pensieri in un universo onirico in cui tutto può trasformarsi. Le domande ultime sul vivere e il morire che da sempre abitano la donna, sia nella sua dimensione simbolica sia carnale.

Universi femminili e culturali che si intrecciano nella serata di sabato 30 ottobre grazie a due artiste di origine valtellinese. L'occasione è la chiusura della mostra a Villa Reale di Milano "Il fascino dell'universo femminile secondo Angiola Tremonti: dalle fiabesche Donne Albero all'arte concettuale dei foulard".

La festa nella Sala da Ballo è affidata alle danze di Melissa Mattiussi che, dalle 21, con la Gipsy Fusion Dance tingerà le note di Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò, virtuosi musicisti Rom che, prima di suonare con Durkovic, suonavano nelle stazioni della metropolitana milanese molti anni fa. Musica balcanica tzigana e gitana in un contesto cantautorale italiano.

Prima del concerto, dalle 20 alle 21, si terrà la visita guidata alla mosrtra di Angiola Tremonti, che ha inaugurato la nuova stagione di esposizioni della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Con le oltre trenta sculture Angiola Tremonti ha trasformato idealmente il già suggestivo scenario di Villa Reale in un bosco incantato abitato da figure fiabesche come le "Donne Albero" e i curiosi animali dai tratti femminili. Uno scenario fantasioso, carico di grande umanità, nel quale non mancano rappresentazioni più forti come le Donne Crocefisse e l’opera concettuale della "Mater Hominum".

Il lavoro scultoreo dell’artista nell’ultimo decennio si è incentrato sulla figura femminile e sulla maternità, temi portanti della storia dell’arte e della cultura, che per Angiola rappresentano un differente sguardo sull’abitare e vivere il mondo. I visitatori di Villa Reale vengono accolti dalle altissime (oltre tre metri) "Mabille": le misteriose donne madri che l'artista descrive come matrici, creature uniche, essenze soavemente amorfe che incarnano il principio vitale che si infrange come un'onda e ritorna attraverso le cose e i pensieri in un universo onirico in cui tutto può trasformarsi. Fra le antiche memorie del passato e le frenesie del vivere contemporaneo le figure femminili rappresentate valorizzano la forza della donna come madre, come lavoratrice e come compagna di vita. La"“Mabilla" diventa addirittura Donna Crocefissa, proprio ad indicare la lacerazione, il travaglio, il senso del soffrire; le domande ultime sul vivere e il morire che da sempre abitano la donna, sia nella sua dimensione simbolica sia carnale. Grande curiosità, inoltre, ha suscitato in queste prime settimane l'opera d'arte concettuale "Mater Hominum": foulard bianchi che coprono il capo delle sculture neoclassiche del 1800, raffiguranti i grandi uomini che hanno segnato la storia. "Il foulard rappresenta il mondo femminile più vicino alla terra e alla sua fertilità, ovvero le donne contadine, simbolo della fatica e del travaglio del giorno, da cui, però, nasce la vita – Racconta Angiola - La donna diventa, in questo modo, terra da abitare e non da usurare, luogo di significati autentici del vivere e del morire, che l'uomo deve custodire e preservare in tutta la sua sacralità. Il foulard sul capo di uomini che hanno fatto la storia significa ricordare che in quella storia rientrano a pieno titolo le loro mogli e compagne; le donne di ogni epoca che, custodi da sempre del dolore e della nascita, della caduta e della rinascita, hanno reso il mondo, questo nostro mondo, vita che continuamente si rinnova".

E i foulard saranno il filo che condurrà dalle opere d'arte alle danze di Melissa, anche queste volte a far riscoprire la vera essenza e la forza della Donna...



GORAN BREGOVIC
Wedding and Funeral Orchestra

Il 21 settembre ospite alla Festa dell'Unità di Milano al Palasharp e poi via con il suo nuovo progetto MARGOT, MEMORIE DI UNA REGINA INFELICE, dal 24 settembre in anteprima a Caserta.

MARGOT, MEMORIE DI UNA REGINA INFELICE

Dobbiamo a Goran Bregovic la musica del film cult di Patrice Chereau La regina Margot. Il musicista conosce dunque bene la storia di questa regina colta, personaggio affascinante dagli intrighi complicati, prima moglie di Enrico IV che si troverà al centro di uno dei periodi più tormentati della storia. Margot fu certo regina ma anche più semplicemente una donna manipolata, sacrificata dal suo sposo fino all’esilio forzato. Circondata per tutta la sua vita da letterati, la regina Margot, che non nascondeva il suo amore per la scrittura,scrisse assiduamente le sue memorie. A partire da questo diario, il visionario Goran ha visto un riavvicinamento inquietante e pungente tra il destino di Margot e quello di un’altra donna presa dalla tormenta degli anni di guerra nella ex-Jugoslavia. La barbarie non ha età, né frontiera.

E SE I BALCANI IN GUERRA ASSOMIGLIASSERO ALLA FRANCIA DELLE GUERRE DI RELIGIONE?

Con la sua irresistibile Wedding and Funeral Band, un quartetto d’archi,  il coro di voci maschili di Belgrado, le voci bulgare e una voce recitante, Goran Bregovic  ha realizzato per il Festival di Saint Denis in Francia,  una nuova partitura su Margot e le sue giovani sorelle dell'Est. La nuova produzione è stata presentata con grande successo di pubblico e critica il 7 giugno 2010 proprio nella bellissima Basilica di Saint Denis, dove è sepolta la Regina Margot. Con i suoi ottoni e le sue voci acidule Goran Bregovic rivisita la Storia alla velocità di un cavallo al galoppo.

Musiche di Goran Bregovic
Testi e poesie citate: Ivo Andric, Arsen Dedic, Pierre de Ronsard, Enes Kisovic, Abdulah Sidran, e citazioni da Shakespeare e Cervantès.
Goran Bregovic
Voce recitante: Valentina Cervi
Una band gitana di fiati:
Alen Ademovic - Goc(Grancassa tradizionale), Voce
Bokan Stankovic - Prima Tromba
Dalibor Lukic- Seconda Tromba
Stojan Dimov – Sax, Clarinet
Aleksandar Rajkovic – primo Trombone, Glockenspiel
Milos Mihajlovic - Secondo Trombone
Voci Bulgare: Ludmila Radkova Trajkova, Daniela Radkova Aleksandrova
Sestetto di voci maschili: Dejan 1 tenor, Nenad 2 tenor, Igor 2 tenor, Vladimir baritone, Dusan basse, Sinisa basse
Quartetto d'archi: Ivana MATEJIC - 1st violin, Bojana JOVANOVIC - 2nd violin, Sasa MIRKOVIC - alto, Tatjana JOVANOVIC - cello

Info www.jitmanagement.it



PATTI SMITH & LENNY CAVE con LA CASA DEL VENTO
"Seeds in the Wind" - Lo stile Gipsy incontra il Rock

Il live show a sorpresa di MITO legato alla mostra It's Not Only Rock 'n' Roll, Baby!


Dall'incontro tra una delle leggende viventi del rock e la band aretina Casa del Vento, giunta ormai al suo decimo disco, nasce una collaborazione inedita e toccante. Patti Smith ha incontrato la band casualmente nel 2009 a Firenze, e, come spesso accade, imprevedibilmente dalla spontaneità del primo approccio si e sviluppato un preciso piano di collaborazione. L’affinità artistica e di ideali si é quindi concretizzata in un progetto acustico, che vede alcuni brani della sacerdotessa assumere nuove sfumature grazie al "gypsy-style" del gruppo toscano, ma anche la realizzazione di alcuni brani ancora non pubblicati e scritti per l'occasione. Completa la line up lo storico chitarrista di Patti Smith, Lenny Kaye.

Triennale Bovisa, Via Raffaele Lambruschini 31 - Milano
Posti in piedi Euro 15
Il biglietto comprende la visita gratuita alla mostra, esclusivamente nel giorno e nell'orario del concerto.
www.mitosettembremusica.it


 

PACO DE LUCIA
La magia della storica chitarra flamenca al Festival di Villa Arconati


Grande sfilata di stelle musicali per la XXII edizione del Festival di Villa Arconati che si terrà a Bollate dal 29 giugno al 22 luglio, spaziando dal jazz alle musiche dal mondo alla canzone d'autore.

Giovedì 15 luglio le stelle danzeranno al ritmo della magica chitarra di Paco De Lucia. Chitarrista flamenco fra i più grandi al mondo Francisco Sánchez Gómez, in arte Paco De Lucia, ha iniziato a suonare la chitarra all'età di cinque anni. Nel 1967 uscì il suo primo album e da allora la sua carriera è stata un susseguirsi di grandi successi e grandi innovazioni nel genere e nello strumento.

La sua amicizia e collaborazione con il grande cantaòr gitano Camaron De La Isla hanno segnato la storia del flamenco e della musica, lasciando all'umanità dischi che sono perle preziose.

Pluripremiato, arriva a villa Arconati con uno spettacolo che rievoca suoni arcaici, speciali, una mescolanza di elementi arabi e andalusi estremamente complessi, uno show emotivo e coinvolgente che vede anche la partecipazione di due cantanti e un ballerino di flamenco.

ORE 21.30 - Apertura biglietteria Festival ore 19.30
BIGLIETTI - Euro 60 - 50 - 40

COME RAGGIUNGERE VILLA ARCONATI
È previsto un servizio di minibus gratuito con partenza dalla Stazione
FNM Bollate Centro (P.zza C. Marx)
Verificare orari e disponibilità sul sito www.festivalarconati.it
In auto: Villa Arconati è situata a Castellazzo di Bollate, 5 Km a nord di Milano, lungo la S.S. Varesina, tra Bollate, Garbagnate e Arese.
Nelle serate è in funzione un servizio di ristoro con panini, piatti freddi, birra, bibite, gelati e caffè gestito da Birrificio Lambrate.



GOGOL BORDELLO
Italian Summer Tour 2010

Gipsy punk follia ed energia allo stato puro! Impossibile uscire asciutti da un loro live! Il loro ultimo album "Trans-Continental Hustle" esplora il mondo della musica brasiliana e di quella caraibica in generale. Le percussioni e la ritmica portando a un livello superiore tutto il lavoro musicale del gruppo, che non ha mai perso il suo spirito (musicalmente parlando) più gitano.

Torna in Italia la band più incredibile del rock mondiale, i Gogol Bordello. La gipsy punk band "sconvolgerà" la nostra estate il 13 luglio al Carroponte di Milano, il 14 allo Sherwood Festival di Padova, il 17 a Genova, 1l 24 luglio all'Umbria Folk Festival di Orvieto e il 25 al Sarroch Summer Grooves in Sardegna.

Reduci da una recente tournèe in Russia, Sud America e Australia, gli infaticabili Gogol Bordello sono ora in tour tra Nord America ed Europa e hanno già in calendario una serie di date in Olanda e Germania. Il loro nuovo disco è prodotto dal Re Mida del rock Rick Rubin, già al lavoro con Red Hot Chili Peppers, System of a Down, Slayer

Per informazioni www.gogolbordello.com - www.hubmusicfactory.com


DE TODO CORAZON
Spettacolo di Flamenco de Il Mosaico Danza
21 e 22 Giugno, Teatro Sala Fontana, Via Boltraffio 21, Milano - Ore 21

"Ci sono esperienze che devono essere vissute per essere capite. Un po' come l'Amore, quello vero e profondo che nasce dal donarsi completamente e incondizionatamente all'altro. Per fare questo è necessario essere realmente nel proprio centro, da dove si irradia la forza donataci da madre natura per poi espanderci nell'Universo.
Nel mio cammino di danzatrice e di donna, incontrare Sabina è stato un dono prezioso che mi ha fatto riscoprire l'importanza dell'accettarmi così come sono, tornando a respirare nella danza e nella vita. Attraverso il Flamenco, ma non solo, Sabina mi ha insegnato a mantenere il cuore aperto nonostante tutte le difficoltà e a non avere paura di mostrare la mia anima nuda. In tal modo si riesce ad andare oltre la semplice forma per divenire come un unico respiro danzante.
In particolare quest'anno, la mia danza e la mia vita interiore hanno raggiunto maggior consapevolezza e presenza, grazie al Flamenco Contemporaneo. Un lavoro duro di grande apertura fisica ed emozionale, denso di contenuti riguardanti il funzionamento del corpo e della mente, per abbattere le barriere ed andare oltre i limiti.
Danzando da 30 anni posso dire di non avere mai incontrato una Maestra e nemmeno una Persona come Sabina, capace di donare completamente quel che ha da trasmettere, con infinita passione, tanta pazienza e soprattutto tanta allegria ed autoironia che rendono le lezioni più leggere e le fanno diventare un momento di condivisione serena per il gruppo.
Le parole non possono bastare per ringraziare Sabina... Forse l'unico vero ringraziamento è continuare a danzare con tutto il cuore e l'anima e diffondere con tutta me stessa questo messaggio. Gracias, Sabina, de todo corazon!" - Melissa Mattiussi

Anche quest'anno Sabina Todaro e i suoi allievi de Il Mosaico Danza vi invitano a condividere l'emozione del baile flamenco attraverso le sue coreografie emozionanti e musiche coinvolgenti. Il cast è completato dai meravigliosi musicisti (chitarre, cajon, violoncello, flauto traverso e le immancabili "palmas") che grazie alla loro bravura rendono questo evento ancora più prezioso. Ritorna come ospite speciale il cantaor di Cordoba Antonio Mejías, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti in Spagna. Il cast dei musicisti vede Antonio Porro alla chitarra e composizione musicale, Alessandro Martin alla chitarra, Marcello Porceddu alla chitarra, Francesco Perrotta al cajón, Bistra Caparkova al violoncello, Giuliano Prada al flauto, Sabina Todaro alle palmas, Paola Savino e Corrado Ponchiroli alle palmas.

Biglietti in prevendita al Mosaico entro il 19 giugno: Euro 12
vendita diretta in Teatro dal 20 giugno: Euro 14


 

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