CORPUS. IL CORPO-MENTE GABBIA DELL’ANIMA

Danzare per ritrovare la libertà interiore
dentro e fuori dal carcere

Ho coniato questo nuove termine, Corpus (dall’unione della parole Corpo + Nous (mente in latino) per sintetizzare il Corpo-Mente come un tutt’uno inscindibile.

Basti pensare che il Corpo e la Mente si modellano a vicenda in continuazione. Infatti per ogni pensiero avremo un effetto fisico e per ogni azione fisica avremo una conseguenza mentale. Dunque come potrebbe essere possibile ritenerli ancora separati?

Quindi per comodità in questo articolo utilizzerò le due definizioni, Corpus e Corpo-Mente, interscambiabilmente.

Il Corpo-Mente è la più grande gabbia che l’essere umano abbia costruito attorno a sé, dimenticandosi della propria vera natura. Infatti su di esso ciascuno di noi ha cucito posture, comportamenti, abitudini, movimenti, voci, desideri, bisogni, attaccamenti ed emozioni che si fa fatica a modificare, soprattutto in età adulta.

Col passare degli anni questo insieme di elementi ci ha portati ad avere il Corpus che abbiamo. Non pensare che ci vogliano tantissimi anni per poter vedere le conseguenze del tuo comportamento, siano esse positive o negative. A volte basta davvero poco! E soprattutto quando si tratta di abitudini negative, sia fisiche che mentali, che come abbiamo detto sono la stessa cosa.

Un esempio pratico

Un esempio pratico è questo: Pensa a quando stai seduta per ore ed ore davanti al pc. Dopo solo una giornata come ti senti? Qualcuna dirà parole come “Incriccata, rigida, tesa, irritabile”. E’ possibile che si ponga l’attenzione su dolori come male alla cervicale, alla zona lombare, alla testa e disturbi visivi. Ecco, per “guadagnare” tutto questo ti sono bastate 8 ore! Pensa ad una via trascorsa così!

In quelle 8 ore hai costretto il tuo Corpo ad una postura scorretta e ad un modus pensandi e operandi magari automatico, se non hai lavorato sviluppando anche la tua creatività.

Ma non è solo il lavoro al pc che ci danneggia. A nuocere al Corpus è tutto ciò che viene vissuto come costrizione dalla nostra natura di esseri umani che per una buona parte è quella degli animali.

L’essere umano occidentale purtroppo ha perso la sana abitudine di muoversi nel rispetto della propria naturalità. E così ecco nascere il bisogno di avere dei professionisti del benessere in movimento che rieduchino le persone a muoversi correttamente.

Riattivatrice di Bellezza e Sorriso

Nel corso della mia vita e della mia professione di Danzatrice e Danzaterapeuta sono venuta a contatto con numerose donne e ogni volta che tengo un corso posso constatare quanto la Danza sia il linguaggio più potente per riattivare la Bellezza dell’essere umano.

Le mie allieve mi considerano una Riattivatrice di Bellezza e Sorriso.

Mi piace questa definizione e mi calza a pennello, poiché conduco le donne di ogni età, dalle bimbe alle adulte alle signore più anziane, a ritrovare la gioia di muoversi con armonia, grazie ed eleganza. Questo avviene passando per un processo di scoperta e trasformazione delle emozioni, andando a cercare nel profondo della nostra Anima, lasciando che emergano anche le emozioni negative e le lacrime, quando servono, per tornare quindi a sorridere.

Ritornare alla Femminilità anche in prigione

Esperienza al Carcere di Bollate

Voglio qui condividere con te questa mia esperienza di volontariato come Danzaterapeuta con la sezione femminile del Carcere di Bollate nel 2013.

In quella situazione estrema avevo trovato le partecipanti al gruppo del sabato mattina in uno stato di annientamento della propria femminilità e di sofferenza profonda sia per il senso di colpa nei confronti del proprio reato, sia per la mancanza di libertà e fiducia.

Non è stato facile trovare la via migliore per portare la Danza e la Danzaterapia e per avere la fiducia e il rispetto da parte delle detenute, ma, insieme alla mia collega Chiara, mi sono affidata all’essere così come ero anche fuori di lì. Prima di tutto ho portato il mio essere Donna, con i miei lati di luce e anche i miei lati di ombra, con la sensibilità, l’empatia e la compassione che mi caratterizzano, con la creatività e la capacità di proporre “lavori” profondi con molta dolcezza e leggerezza.

Quindi mi sono posta in ascolto di ciò che le donne portavano nel gruppo e come prima cosa ci siamo trovate di fronte al grande problema della depressione. Infatti in carcere la percentuale delle donne che prendono psicofarmaci è maggiore rispetto a quella degli uomini. Spesso le signore non volevano nemmeno uscire dalla propria “stanza”. Devi sapere che le celle a Bollate sono aperte e le detenute possono spostarsi da un piano all’altro “liberamente”.

Insieme alla depressione c’era una grande chiusura delle detenute nei confronti delle proprie emozioni. Uno dei motivi è che, quando ci si trova in un ambiente ostile dove non si sa di chi fidarsi, tutti tendiamo a chiuderci. Pensa a come può essere il dovere stare in uno stato di difensiva per 24 ore al giorno, tutti i giorni, per un numero lunghissimo di anni, senza la propria privacy!

In terzo luogo la mancanza di spazio personale aveva portato le donne a non sapere più prendersi lo spazio interiore per se stesse e ad aver smarrito il senso della propria personalità.

Tramite la Danzaterapia abbiamo lavorato su queste tre dinamiche, soprattutto facendo sentire alle partecipanti che noi eravamo lì totalmente per loro, con il nostro Corpus e con la nostra Anima.

La Danza è sempre e ovunque…

Ci siamo trovate a danzare per i corridoi del carcere per invitare anche le detenute più reticenti a unirsi al gruppo. Mi ricordo benissimo, come fosse ieri, che mentre danzavamo dissi alla mia collega: “Da piccola ti saresti mai immaginata che avresti danzato in un carcere?”. Già, perché da bambina sognavo di ballare alla Scala e in grandi teatri e parte del mio lavoro oggi è effettivamente danzare in bellissimi luoghi fra teatri e natura.

Con il mio pensiero ho creato la mia condizione attuale. Ho studiato e continuo a studiare per formarmi e a lavorare su di me per offrire il meglio alle mie clienti. Ma la cosa più importante è che crescendo, e soprattutto danzando la vita, ho compreso che la Danza è in ogni gesto e ha il compito di alleviare le sofferenze del mondo, di portare consapevolezza attraverso il Corpus, di elevare l’umanità al più alto grado di spiritualità e farla tornare a sorridere.

A Bollate abbiamo danzato nel cortile una toccante esperienza della “vivencia” dell’Albero. Mentre noi e le partecipanti danzavamo, con la coda dell’occhio, vedevo altre detenute guardarci dalle finestre. Percepivo il loro desiderio di unirsi a noi e anche il loro timore… Eh sì, perché la Danzaterapia è un mezzo potentissimo di sblocco emotivo e di riattivazione dell’energia vitale! E la vita per molti è la cosa che fa più paura!

Durante l’esperienza di Danzaterapia in carcere ho potuto percepire e sentire su di me quelle emozioni e sono stata molto male nel pormi domande esistenziali sul perché della sofferenza, dell’aggressività e della modalità attuale di punizione di chi sbaglia. Mi sono trovata a parlare con donne, e anche uomini, che avevano commesso i reati più efferati, trattandoli semplicemente come esseri umani con una parte di bellezza da riscoprire.

Mi sono anche spaventata per ciò che sentivo di contrastante dentro me. Come era possibile che io parlassi così amabilmente di buddismo con un uomo che aveva abusato della propria figlia di tre anni?! E se quell’uomo fosse stato seduto vicino a me in metropolitana e non lo avessi saputo? Ho provato molto turbamento in alcune situazioni che si erano create, ma ho sempre mantenuto il focus sul fatto che io ero lì per portare un messaggio di pace e il linguaggio prescelto era la Danza.


Alcuni dei risultati ottenuti


Già dopo il primo incontro si sono potuti osservare i primi benefici e, dopo alcuni mesi di pratica sono, ho potuto osservare nelle donne detenute:

  • Maggiore facilità al movimento
  • Ritrovare il piacere di definire i propri spazi
  • Maggiore apertura e maggior consapevolezza verso il proprio mondo emozionale
  • Più fiducia in se stesse, nelle altre partecipanti e nelle danzaterapeute
  • Una visione più ampia della vita, anche oltre le sbarre

 

Non ho mai raccontato pubblicamente e nel dettaglio questa mia esperienza. Ho voluto fartene dono perché credo che possa esserti molto utile una delle considerazioni emerse dopo qualche anno dalla fine di quel percorso.

E cioè che ognuno di noi costruisce le proprie gabbie. Non è necessario essere dietro a delle sbarre per sentirsi in prigione. I più grandi carcerieri di noi stessi siamo proprio noi!

Ama il tuo Corpo e ama la tua Mente poiché sono la “carrozza” dell’Anima!

Il Corpus è la nostra “navicella” spaziale, la nostra “automobile” fatta di carne, ossa, pensieri, parole, azioni che ci trasporta su questo Pianeta Terra. La Terra un tempo era un luogo meraviglioso e noi lo stiamo violentando e usurpando, proprio come molti di noi fanno col proprio Corpo-Mente ogni giorno, 24 ore al giorno.

Ti senti in carcere nel tuo Corpus?

Allora fai qualcosa subito per te stessa e farai del bene a tutto il Pianeta.

Muoviti e Danza per tornare a Sorridere!

Io sono qui per aiutarti in questo viaggio che ti fortificherà e renderà libera!

Contattami ora in privato tramite il Form Contatti per sapere cosa posso fare per te…

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Melissa

2 opinioni riguardo a “CORPUS. IL CORPO-MENTE GABBIA DELL’ANIMA

  1. Ottimo articolo Melissa! Grazie per questa tua bellissima condivisione. Anche io penso che la Danza creativa e la libera espressione corporea sono degli ottimi mezzi che consentono di rendere percepibile ciò che spesso rimane nascosto, anche per anni, nei meandri del sistema mente-corpo, non solo e non tanto agli occhi degli altri ma soprattutto a noi stessi.
    Con questo lavoro si può iniziare a percepire facendo emergere le proprie potenzialità, ciò che consente alla Consapevolezza di svilupparsi e crescere. E come sappiamo la Consapevolezza è la cosa più importante che ci sia. Consiglio a tutti di provare il percorso di Melissa, uno spazio in cui potersi esprimere liberamente protetti da qualunque giudizio o critica negativa, in una modalità delicata ma al tempo stesso forte che consenta di lasciarsi andare, di liberarsi dalla gabbie emotive, di sperimentare armonia, equilibrio ed autostima. Brava Melissa! Continua così!!!

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